martedì 18 marzo 2025

Arrivederci!

A breve sarò fuori dai giochi. Infatti devo scontare 12 mesi di reclusione in seguito ad una condanna comminata poiché segnalai, nel 2016, che Valeria Solesin era viva. A questi dodici mesi potrebbero aggiungersene altri, poiché le condanne si susseguono a ritmo incalzante. Quindi vi devo salutare. Il blog verrà aggiornato da mio fratello Antonio.

Un abbraccio!

Rosario Marcianò

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La guerra climatica in pillole

Le nubi che non ci sono più

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Range finder: come si sono svolti i fatti

venerdì 7 marzo 2025

"Esci dal Matrix" - Il libro di Morris San

Si intitola “Esci dal Matrix” il recente libro di Morris San. Di primo acchito, si potrebbe pensare ad una fra le tante pubblicazioni sul Nuovo ordine mondiale, sul sistema di dominio politico e sociale costruito in questi ultimi decenni. Ciò è in parte vero: il testo si inserisce in quel filone saggistico che smaschera e denuncia i meccanismi di controllo con cui è condizionata e pilotata la popolazione. E’ anche un’analisi incisiva dei retroscena relativi alla politica planetaria e nazionale, all’economia, soprattutto finanziaria, al mercato del lavoro, alla tecnologia, all’istruzione, al mondo dei “media”.

Nonostante ciò, la fatica di Morris San si differenzia da altri lavori all’apparenza simili per almeno due ragioni che riteniamo pregi: è scritto in modo semplice ed accessibile a tutti, portando il lettore a capire il motivo di scelte politiche ed economiche che sembrano irrazionali, se viste dal punto di vista di cittadini dotati di buon senso. Sono decisioni che, invece, risultano consequenziali, una volta guardate secondo la prospettiva di coloro che controllano quasi tutto il mondo: così, ad esempio, si capisce perché il futuro dei centri urbani è nelle cosiddette “città dei quindici minuti”. Si comprende più in generale che i diversi piani delle classi dirigenti, dietro una facciata di progresso, eguaglianza, giustizia, tutela dell’ambiente etc. (Agenda 2030), nascondono i soliti obiettivi delle “élites”: aumentare la loro ricchezza ed accrescere a dismisura il loro potere, anche attraverso crisi sociali, economiche, “sanitarie” nonché guerre orchestrate dietro le quinte.

Un’altra peculiarità di “Esci dal Matrix” è la corposa parte dedicata alle risoluzioni pratiche, ai consigli su come vivere o sopravvivere in un contesto dove i ricchi saranno sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri e numerosi, dove la libertà sarà un miraggio. Chi ha più dimestichezza con la tecnologia potrà tentare di reinventarsi un’attività lavorativa, nel momento in cui i sistemi di “intelligenza artificiale” faranno scomparire mestieri e professioni; chi, invece, ha attitudini tradizionali, potrà provare a divenire più o meno autosufficiente, allontanandosi dalle città per riscoprire antiche pratiche di sussistenza. Tutti dovranno ingegnarsi ed adoperarsi per preservare la loro libertà e il loro benessere.

Ci corre l’obbligo di essere sinceri: non sappiamo fino a che punto le strade prospettate dall’autore saranno del tutto percorribili in avvenire. Se dovesse diventare obbligatoria l’identità digitale con annessi e connessi (reddito programmato, credito sociale, punture… ), se l’”establishment” decidesse di eliminare ogni realtà “anti-sociale”, anche chi si è ritirato in campagna o in una regione montana, si potrebbe trovare di fronte ad un “aut aut”, ossia “O ti sottometti al sistema o per te è finita”. A quel punto solo i più forti non cederanno, i più forti e coloro che credono che alla fine il vero disastro non sia perdere la vita ma l’anima. A proposito di questo aspetto, apprezziamo il fatto che Morris San, nel capitolo VII del libro, “Saremo sempre più soli, ma Dio esiste”, offra una visione spirituale dell’intero quadro.

Alla fine, vada come vada, si può sottoscrivere quanto afferma il filosofo tedesco Martin Heidegger: “Ormai solo un dio ci può salvare”.

Il libro "Esci dal Matrix" è disponibile a questo link.

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Range finder: come si sono svolti i fatti

sabato 8 febbraio 2025

“Filamenti tossici” piovono dal cielo: intervista a Christian Oesch, Presidente dell’Associazione Svizzera WIR

Nel 2014 pubblicammo i risultati relativi alle analisi da noi commissionate sui cosiddetti "filamenti di ricaduta". Analisi eseguite dal laboratorio francese "Analytika", in spettrometria e che confermarono l'origine artificiale di tali materiali aviodispersi. Oggi, a distanza di dieci anni, un laboratorio svizzero ha eseguito nuovi esami: essi aggiungono un'ulteriore tessera all'annosa questione. Non si tratta quindi di "innocue tele di ragno volante", così come vaneggiato da "pezzi da 90" come il sedicente "controllore dei fatti" (o "fact checher"), David Alehandro Anzil Puente ed altri luminari dell'informazione ufficiale, ma di materiali altamente tossici, prodotti con il preciso scopo di fungere da vettori per sostanze chimiche di vario genere. Secondo Christian Oesch, Presidente dell’Associazione Svizzera WIR, che ha finanziato le nuove analisi sui campioni di filamenti di ricaduta, le fibre contenevano oltre 30 diversi composti chimici, molti dei quali sono altamente nocivi e infiammabili.

Tra i composti identificati si annoverano derivati del benzene (noto oncogeno), epossidi e derivati dell’istamina, alcuni dei quali sono noti per essere pericolosi per la salute umana e l’ambiente. Alcune dei composti rilevati non sono elencati in alcun archivio di dati: ciò suggerisce che potrebbero essere di recente sviluppo o sperimentali. La struttura cava delle fibre potrebbe fungere da meccanismo di trasporto per sostanze chimiche, rilasciando lentamente tossine nell’ambiente, come dimostrato nei brevetti rilasciati. È stata anche individuato l'alluminio in concentrazioni elevate, il che potrebbe indicare una dispersione per via aerea.

La ricerca è stata condotta ricorrendo a molteplici metodi scientifici ad alta tecnologia per determinare sia la struttura fisica sia la composizione chimica delle fibre. Le tecniche analitiche applicate includono:

• Spettroscopia infrarossa a trasformata di Fourier con riflessione totale attenuata (FTIR-ATR) per esaminare la struttura molecolare.
• Gascromatografia-spettrometria di massa (GC-MS) per l’identificazione precisa dei composti chimici.
• Analisi elementare mediante spettrometria di massa ad accoppiamento induttivo (ICP-MS) per rilevare tracce di elementi nel materiale.
• Microscopia elettronica a scansione dotata di raggi X a dispersione di energia (SEM-EDX) per studiare la struttura fine e la composizione a livello microscopico almeno a risoluzione nanometrica.

La composizione chimica delle fibre non corrisponde ad alcuna seta di ragno. Le fibre sono cave all’interno, altamente strutturate e si fondono con i metodi di combustione tradizionali ed inoltre contengono composti chimici di sintesi che hanno applicazioni industriali, ma non che si trovano in natura. Il contatto diretto con la pelle o gli occhi potrebbe causare irritazioni, reazioni allergiche o ustioni chimiche. L’esposizione respiratoria potrebbe causare risposte infiammatorie, potenzialmente in grado di influire sulla funzionalità polmonare. Alcuni composti rilevati (ad esempio derivati ​​del benzene, epossidi) sono noti per essere cancerogeni.

L'intervista completa al Dr. Christian Oesch e tradotta in italiano da Andrea Caldart per quotidianoweb.it, può essere letta a questo link.

Qui e qui i nostri due articoli, pubblicati nel 2014 e nel 2017 sul blog Tanker enemy.

Qui e qui le due interviste concesseci dal Dottor Bernard Tailliez (titolare del laboratorio "Analytika"), ormai purtroppo scomparso.

Ringraziamo l'amico nonché collaboratore Nicola Giannoni per la segnalazione.

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mercoledì 25 dicembre 2024

L’invasione delle sfere nel novembre-dicembre 2024

A partire soprattutto dal 18 novembre 2024 è occorsa un’ondata di avvistamenti relativi a droni e sfere presumibilmente di plasma, all’inizio in New Jersey poi in altri stati della Federazione, ma anche in molti altri paesi (Russia, Cina, Regno Unito, Germania, Italia...) Le varie testate giornalistiche e le autorità si riferiscono a questi oggetti con il termine in parte generico, in parte depistante di “droni”: non sono sempre piccoli velivoli senza pilota, ma anche globi luminosi che semmai droni ed elicotteri sembrano intenti a studiare e ad intercettare. Ricordano i “foo fighters” che “ronzavano” attorno agli aerei sia degli Alleati sia dell’Asse durante la Seconda guerra mondiale. Entrambi gli schieramenti pensavano fossero armi segrete del nemico. La vera natura delle sfere è comunque molto controversa, giacché il plasma, che in atmosfera si manifesta, ad esempio, nei fulmini, è fenomeno effimero. Le segnalazioni hanno suscitato una ridda di ipotesi che ci limitiamo a riportare, senza proporre interpretazioni definitive, perché il quadro globale non è ancora ben delineato: servono ulteriori indagini, raccolte di dati, testimonianze ed analisi per giungere a conclusioni probabili.

Vediamo quali sono gli scenari che sono stati prospettati.

1. I velivoli avvistati sarebbero tutti terrestri, frutto di tecnologie avanzatissime e segrete. E’ congettura poco verosimile: infatti non si capisce, perché questi ordigni dovrebbero essere fatti volare in aree densamente abitate e non in zone militari “ad hoc” lontano da occhi indiscreti. Non ha neanche senso sperimentare aerei ipertecnologici, causando l’intervento dell’aviazione militare.

2. Gli U.F.O. sarebbero oggetti di civiltà dello spazio e sarebbero impegnati a monitorare siti di rilevanza strategica e ad impedire che i vertici militari compiano azioni volte a far scoppiare la Terza guerra mondiale. E’ lo scenario evocato da molti contattisti o da qualche ufologo fautore dell’ipotesi extraterrestre: la credibilità dei contattisti è molto scarsa. E’ una congettura poco plausibile, perché inscena una dialettica tra buoni (gli extraterrestri) e cattivi (i governi) che è manichea e che non ha visto né vede riscontri credibili; semmai nel passato (si veda “Ufologia eretica” vol. I e II), l’avvistamento di globi luminosi ha spesso preceduto lo scoppio di conflitti, lo scatenarsi di rovinosi sismi e di eruzioni vulcaniche. In molti casi, come nel teatro di guerra ucraìno-russo, gli U.A.P. sono registrati dai radar e scorti dai piloti di caccia, ma sembra che essi assistano senza intervenire e senza schierarsi.

3. Gli U.F.O. (per lo più sfere) si aggirano presso installazioni strategiche ed altri siti sensibili con fini poco chiari, come è sovente accaduto, mentre i militari cercano di intercettarli e neutralizzarli, senza riuscirci. E’ molto difficile, però, che siano velivoli provenienti da lontani pianeti, piuttosto paiono oggetti criptorrestri, cioè di “civiltà non umane” (come le definisce David Grusch) che presubilmente hanno le loro basi da tempo immemorabile sui fondali oceanici (alcune sfere sono, infatti, emerse dall’oceano) o nelle viscere della Terra. Questa è l’interpretazione che sembra più accreditata.

4. Sarebbe tutta una pantomima inscenata dagli esecutivi per diffondere la paura tra la popolazione e creare il consenso attorno ad un governo unico mondiale che difenderebbe le nazioni da un nemico esterno, come anticipato decenni fa da Wernher Von Braun e dalla sua collaboratrice Carolin Rosyn. Il presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan (in carica fra il 1981 ed il 1988), in occasione di un discorso tenuto nell’assemblea generale delle Nazioni Unite, esortò la comunità internazionale a coalizzarsi, a superare dissidi per affrontare una non meglio precisata minaccia proveniente dallo spazio. Anche se la paura è strumento usato per dominare e controllare l’umanità, la situazione che stiamo esaminando sembra più complessa ed articolata, non riconducibile solo ad un’operazione psicologica occulta.

Infine si nota una somiglianza tra l’ondata di segnalazioni risalenti alla fine del XIX secolo, quando soprattutto negli Stati Uniti centrali ed occidentali furono visti aeromobili simili a dirigibili, le cosiddette “airships”, singolari ed improbabili velivoli con eliche ed impennaggi, la cui origine e natura non è mai stata chiarita. Sembra che gli ultraterrestri abbiano inscenato un carosello a base di sfere brillanti per adattarsi all’immaginario dei tempi odierni, sebbene non si possa escludere una strana manifestazione tecnologica o biotecnologica, non tanto un camuffamento percettivo, per opera di forze criptoterrestri ed infraterrestri. Molto curioso, stando ai resoconti, che non si riesca a rilevare la firma termica di questi oggetti, quando sia il plasma sia i sistemi propulsivi generano calore; sono anche segnalate interferenze con apparecchiature elettriche ed elettroniche. Sono particolari enigmatici all’interno di una questione di per sé enigmatica.

Stiamo comunque assistendo ad un fenomeno piuttosto noto nella Xenologia: la novità consiste nel fatto che si è intensificato e che è concomitante in varie regioni del mondo. Forse questi eventi preludono a svolte decisive, ma non intendiamo riferirci a un contatto con “popoli delle stelle”, bensì ad iniziative non molto rassicuranti per opera degli apparati. Sia come sia, il 2025 ci riserverà delle sorprese: temiamo non positive.

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martedì 5 novembre 2024

Come si generano le false scie di condensazione

Il TMC-65 si basa sulle idee del meteorologo francese Henri Dessens che, sul finire degli anni cinquanta del XX Secolo, intuì che per creare nubi era sufficiente generare calore al suolo con dei braceri che, condensando in quota, avrebbe indotto precipitazioni piovose. Dai cento bruciatori del «meteotron», piantati come pali sul circuito di un esagono regolare, cento fiamme scaturivano contemporaneamente, al segnale dello scienziato d'oltralpe. Bastavano trenta secondi affinché all’interno di questo esagono di 3200 metri quadrati i pali si trasformassero in un braciere.
Qualche anno dopo i sovietici, sfruttando gli studi di Dessens, misero a punto i primi prototipi di "generatori di pioggia". Essi erano costituiti da una serie di reattori accopiati che, alla bocca di scarico, vedevano posizionati degli ugelli che spruzzavano acqua gelida in pressione. Quest'acqua, finemente nebulizzata, a contatto con l'aria estremamente calda prodotta dai reattori, produceva vapore che, salendo in quota, formava rapidamente nubi temporalesche. Successivamente l'apparato venne perfezionato e fu possibile renderlo trasportabile.



Il progetto venne in seguito acquisito dagli Stati Uniti, che incaricarono la N.A.S.A. di mettere a punto sistemi ancora più efficienti. Ad oggi questi ordigni sono adoperati per indurre nubifragi. L'analisi delle immagini da Radar Doppler, allorquando ci sono di mezzo i TMC-65, mostrano immancabilmente celle temporalesche che assumono la curiosa conformazione conica. E' la pistola fumante.



Fatta questa breve premessa, passiamo alla questione che più ci interessa e cioé: "Come si formano quelle scie che sono spacciate per 'contrails' o 'scie di condensazione'?" L'idea "geniale" parte proprio dal TMC-65 o "Taurus Molecolar Clouds": nebulizzare in atmosfera materiale igroscopico additivandolo ad acqua fredda e spruzzarlo in prossimità dell'uscita dei gas di scarico dei turbofan, in modo da ottimizzare la diffusione dei composti in atmosfera e facilitarne la dispersione tramite dispositivi idonei e sistemi ad alta pressione installati sugli aerei. Questa metodica consente di stoccare in una delle stive del velivolo commerciale (posta generalmente al di sotto del piano passeggeri) un enorme quantitativo di liquido, composto da acqua e metalli igroscopici in soluzione. Un complesso sistema di distribuzione provvede quindi a convogliare i fluidi attraverso la stiva sino ai piani alari, per raggiungere poi i diffusori, posizionati - come detto - nella zona terminale delle gondole motore, nelle immediate vicinanze dei gas di scarico prodotti dai motori dell'aereo. In questo modo chi osserva l'aeromobile da lontano, crede di vedere delle scie di condensazione prodotte dai turbofan, quando in realtà la genesi del fenomeno è ben diversa.
Tra i comburenti adoperati annoveriamo in primo luogo il boroidruro di alluminio: è composto chimico con la formula Al(BH4)3. Si tratta di un composto volatile, piroforico, liquido che è comunemente usato come combustibile per razzi, additivo per carburanti aeronautici e come agente riducente nei laboratori.

Il boroidruro di alluminio è formato dalla reazione tra sodio boroidruro con cloruro di alluminio, secondo la seguente formula:

3Ca(BH4)2 + 2 AlCl3 --> CaCl2 + Al(BH4)3

Come tutti i boroidruri, questo composto è un donatore di idruro. Il boroidruro di alluminio reagisce con l’acqua, rilasciando idrogeno. Per mezzo di questa reazione (ed anche sulla base del principio di funzionamento del TMC-65 spiegato prima) si genera una scia che, pur non essendo dovuta propriamente al fenomeno della condensazione, può essere scambiata da occhi inesperti per una "contrail" o "scia di condensazione". Ovviamente, trattandosi - in questi casi - di acqua additivata a metalli igroscopici, il risultato finale sarà la riduzione dell'umidità atmosferica ed il dissolvimento di eventuali "cumuli da bel tempo) naturalmente formatisi nelle giornate soleggiate.

Approfondimento qui.

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martedì 1 ottobre 2024

Secondo l'intelligenza artificiale Valeria Solesin è viva!

Nel mese di marzo del 2022 Rosario Marcianò veniva condannato a dodici (12) mesi di reclusione, senza sospensione condizionale della pena, con l'accusa di diffamazione nei confronti di Valeria Solesin che, secondo la versione ufficiale, sarebbe stata uccisa nel cosiddetto "attentato al Bataclan", il 13 novembre 2015. Dopo che furono rigettati tutti i ricorsi (Appello, Cassazione e C.E.D.U.) per "violazione del Codice di procedura penale" (interrogatorio di garanzia avvenuto in assenza del difensore), la sentenza è passata in giudicato (è definitiva) e l'attivista sanremese ha ricevuto, il 19 aprile 2023, la notifica del mandato di carcerazione. Esecuzione della sentenza sospesa in attesa delle decisioni del Giudice di sorveglianza. Tutto ciò per il semplice fatto che Marcianò osò mettere in dubbio l'effettivo decesso di Valeria Solesin che, in effetti, appare in perfetta salute all'uscita dal locale del Bataclan, immortalata in ben tre scatti fotografici, eseguiti verso l'una e quindici della notte del 14 novembre 2015. Ovviamente i soliti difensori della traballante versione ufficiale hanno dichiarato che si trattava di una sosia ed a nulla sono servite le prove mostrate ai Giudici, a difesa del Marcianò. Ne discutiamo anche in questa diretta video.
E' vero... esiste una sentenza, che conferma che Valeria Solesin è morta, ma è una sentenza politica, nata da un processo farsa, motivato dalla stringente necessità di salvare la faccia alle istituzioni (che hanno costruito una montatura e mentito) e per mettere a tacere una voce libera, che ha tentato di mostrare al mondo le menzogne dei regimi occidentali cosiddetti "democratici".

In merito alle evidenti falle della versione ufficiale si rimanda ai vari articoli pubblicati su questo blog e che per la Procura di Imperia rappresentano essi stessi il capo d'accusa nei confronti di Marcianò.

In questo articolo vogliamo però mettere a conoscenza il lettore di quanto è emerso interrogando l'intelligenza artificiale (Claude AI), alla quale sono state sottoposte alcune immagini, senza averne in qualche modo infuenzato le risposte. Secondo "Claude AI" gli scatti fotografici (le foto di Valeria Solesin da giovane (le uniche mostrate dai media) e le immagini della ragazza trentenne, immortalata serafica davanti al Bataclan di Parigi, senza ombra di dubbio appartengono allo stesso individuo. Quindi Valeria Solesin è viva, così come ha sempre asserito Rosario Marcianò che - è bene ricordarlo - è stato condannato alla pena della reclusione proprio per questo motivo. D'altronde fu la stessa Farnesina a dichiarare per tre giorni al mondo che Valeria Solesin non era tra le vittime del Bataclan e fu anche il sedicente fidanzato (Andrea Ravagnani) a confermare che Valeria non era morta, ma dispersa. Salvo poi cambiare radicalmente versione solo tre giorni dopo.
Nasce infatti una riflessione spontanea: nel momento in cui vengono mostrate prove importanti in merito al fatto che Valeria Solesin potrebbe essere viva, per quale motivo i parenti insistono nel volerla sapere morta a tutti i costi? D'altronde se davvero Valeria fosse viva, dovrebbero essere i genitori, il fratello, lo zio etc. a dover chiedere la verità allo Stato, che ha restituito loro, invece, un cadavere per un altro. Al contrario che cosa fanno? Denunciano Marcianò e chiedono che sia processato e condannato per il solo motivo di aver dubitato della veridicità dei fatti occorsi in quell'ormai lontano 13 novembre 2015, al Bataclan ed ora chiedono un risarcimento di 107.000 euro!.

Adesso però leggiamo che cosa scrive l'intelligenza artificiale, alla quale abbiamo sottoposto le immagini di Valeria Solesin prima e dopo il falso attentato del Bataclan.

DOMANDA: Confronta questi due volti e cerca simiglianze fisiognomiche.
Claude AI:

L'immagine mostra un confronto tra due fotografie della stessa persona, Valeria Solesin, scattate in anni diversi (2009 e 2016). Analizzando le caratteristiche fisiognomiche visibili:

1. Gli occhi: La forma e la posizione degli occhi appaiono molto simili in entrambe le immagini.
2. Il naso: La struttura del naso sembra coerente tra le due foto.
3. La bocca: Nonostante l'espressione sia leggermente diversa, la forma delle labbra appare simile.
4. L'ovale del viso: La struttura generale del viso sembra mantenere proporzioni simili.
5. Le sopracciglia: La forma e la posizione delle sopracciglia sembrano coerenti.
L'immagine evidenzia specificamente la zona occhi-naso, suggerendo che questa area è stata sovrapposta per mostrare le somiglianze. Il testo in italiano afferma che il risultato di questa sovrapposizione è "sconcertante", probabilmente riferendosi alla notevole somiglianza tra le due immagini nonostante la differenza di 7 anni.

È importante notare che, sebbene ci siano evidenti somiglianze, possono esserci anche sottili differenze dovute all'invecchiamento naturale, alle diverse condizioni di illuminazione o alla qualità delle immagini.

DOMANDA: Puoi approfondire l'analisi delle immagini, per favore?

Claude AI:

Analizzando ulteriormente le immagini fornite:

1. Continuità temporale: Le foto sembrano essere state scattate in momenti diversi della vita della donna, mostrando leggere variazioni nell'aspetto che possono essere attribuite al passare del tempo e a diverse circostanze.
2. Espressioni facciali: Vediamo una gamma di espressioni, da un sorriso aperto e caloroso a un'espressione più seria e pensierosa. Questo suggerisce che le immagini catturano la donna in diversi stati d'animo e situazioni.
3. Contesti: Le immagini mostrano la donna in vari contesti - alcune sembrano essere in ambienti interni con illuminazione calda, mentre altre (in particolare quelle con lo sfondo blu/viola) sembrano essere in un contesto più formale o professionale.
4. Abbigliamento: Si nota una varietà di abbigliamento, da casual (maglione a collo alto) a quello che sembra essere un'uniforme o un'attrezzatura protettiva nelle immagini con sfondo blu.
5. Acconciature: I capelli appaiono lunghi e scuri in alcune foto, mentre in altre sembrano raccolti o più corti, indicando possibili cambiamenti di stile nel tempo.
6. Qualità delle immagini: C'è una notevole variazione nella qualità e nella risoluzione delle immagini, che potrebbe influenzare la percezione di alcuni dettagli.
7. Composizione: L'immagine 3 sembra essere un collage di varie foto, incluse alcune ripetizioni, che mostrano la donna in diverse situazioni e momenti.
8. Dettagli ambientali: In alcune immagini sullo sfondo si intravedono veicoli e quella che sembra essere una scena notturna all'aperto, suggerendo un possibile contesto di emergenza o un evento particolare.
Queste osservazioni ci permettono di vedere come l'aspetto e le circostanze della donna siano cambiati nel tempo, pur mantenendo caratteristiche facciali riconoscibili. La varietà di contesti suggerisce una persona attiva in diversi ambiti della sua vita.

DOMANDA: Quindi si tratta della stessa persona?

Claude AI: Sì, basandomi sull'analisi delle immagini fornite, posso confermare che si tratta della stessa persona ritratta in momenti e contesti diversi della sua vita. Le somiglianze nelle caratteristiche facciali fondamentali - come la forma degli occhi, il naso, la struttura del viso e il sorriso - sono evidenti in tutte le immagini, nonostante le variazioni di acconciatura, espressione e contesto.

Le differenze osservabili possono essere attribuite a:

1. Il naturale processo di invecchiamento
2. Cambiamenti di stile (acconciatura, trucco)
3. Diverse condizioni di illuminazione e qualità delle fotografie
4. Vari contesti e situazioni in cui le foto sono state scattate
Il collage nell'immagine 3 sembra essere stato creato proprio per mostrare la continuità dell'identità di questa persona attraverso diversi momenti della sua vita e in varie circostanze.

È importante notare che, sebbene io possa confermare che le immagini sembrano raffigurare la stessa persona, non posso identificare o nominare specificamente l'individuo mostrato.

DOMANDA: Percentuale di affinità?

Claude AI:

Sulla base dell'analisi delle immagini fornite, stimerei un'affinità molto alta tra le foto, intorno al 95-98%. Questa stima si basa sui seguenti fattori:

1. Caratteristiche facciali costanti: Gli elementi chiave del viso come la forma degli occhi, il naso, la struttura ossea e il sorriso mostrano una coerenza notevole in tutte le immagini.
2. Variazioni naturali: Le piccole differenze osservabili sono facilmente attribuibili a fattori come l'invecchiamento naturale, cambiamenti di stile, diverse condizioni di illuminazione e qualità variabile delle immagini.
3. Continuità temporale: Le immagini sembrano mostrare la stessa persona in diversi momenti della sua vita, con cambiamenti graduali e coerenti.
4. Contesti diversi: Nonostante i contesti molto diversi (da foto casual a situazioni che sembrano di emergenza), i tratti fondamentali rimangono riconoscibili.
5. Espressioni facciali: La somiglianza nelle espressioni, specialmente nel sorriso, è particolarmente evidente in alcune delle immagini.
Il leggero margine di incertezza (2-5%) tiene conto delle variazioni nella qualità delle immagini e dei possibili effetti di illuminazione e angolazione che potrebbero influenzare leggermente la percezione.
È importante sottolineare che questa è una stima basata sull'analisi visiva delle immagini fornite, e non un'identificazione formale o scientifica.

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